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Ettore Favini
Arrivederci

Texts: Ilaria Bonacossa, Lorenzo Giusti, Antonio Marras, Chiara Vecchiarelli
Graphic design: Massimiliano Pace
17×22,5 cm | 160 pages, color | Hardcover, hot foil
English, Italian | € 25.00
ISBN 978-88-99385-14-9

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Ho viaggiato in Sardegna per più di un mese, esplorando città e paesi alla scoperta di una delle più antiche tradizioni dell’isola e del bacino del Mediterraneo: la tessitura. Ho visitato più di venti laboratori tessili artigianali, ho incontrato stilisti, artigiani, tintori, amici e amici di amici. Queste visite sono state indispensabili per approfondire la conoscenza della materia che sto trattando: trama e ordito, che per me rappresentano una metafora della vita. Durante questo viaggio ho ricevuto in dono un centinaio di tessuti. Al mio ritorno via nave sono arrivato a Genova: un porto, l’inizio o la fine di un viaggio per chi parte o torna dalla Sardegna. A Genova ho scoperto l’esistenza di una grande tradizione di tessitura: gli arazzi broccati genovesi, il velluto di Zoagli, la tintura di indaco che ha creato, con la tela genovese, il mito del jeans nel mondo. Una volta ritornato in studio ho cucito insieme i tessuti e le storie, realizzando un monumentale arazzo che è dedicato non solo a chi ho conosciuto, ma a tutta l’Isola.
Il racconto che segue è il mio personale diario di viaggio […]: nelle mie intenzioni deve servire a dare un volto e una storia a ogni tessuto che ho raccolto o mi è stato donato. Senza questo racconto le opere in mostra sarebbero incomplete e le pezze da cui sono composte non avrebbero voce. (E.F.)

Questo libro accompagna la duplice personale dell’artista presso il Museo MAN (Nuoro) e il Museo Villa Croce (Genova), tenutesi nel 2016 e a cura di Chiara Vecchiarelli, autrice di uno dei testi inclusi nella pubblicazione insieme a quelli di Ilaria Bonacossa, Lorenzo Giusti, Antonio Marras e Ettore Favini.

Ettore Favini è nato a Cremona nel 1974. Le sue opere raccontano la relazione tra le persone e il loro ambiente e sono solitamente specifiche al luogo dal quale originano, frutto di un processo di crescita che ne fa degli organismi vivi, mai conclusi: dispositivi di visione in cui l’opera partecipa alla vita e il fruitore ne diventa parte attiva. Vincitore del Premio Artegiovane delle Camere di Commercio di Milano e Torino (2005) e del Premio New York della Columbia University (2007), Favini è stato finalista al Premio del Castello di Rivoli (2009) e ha vinto con Antonio Rovaldi il 48° Premio Suzzara (2013). Ha esposto, tra gli altri, al Museo d’arte contemporanea Villa Croce, Genova; MAN, Museo d’arte della provincia di Nuoro; Italian Academy della Columbia University, New York; ISCP, New York; Ocat, Shanghai; SongEun Art Space, Seoul; Centre for Contemporary Art Futura, Praga; Manifesta 9 Parallel events, Genk; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Villa Panza, Varese; GAM, Galleria d’Arte Moderna, Milano; PAC, Milano; MAGA, Gallarate; Santa Maria Maggiore, Bergamo; CCC Strozzina, Firenze; Villa Medici, Accademia di Francia, Roma; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; American Academy, Roma; Fondazione Olivetti, Roma; Museo Riso, Palermo. È docente nel Corso di Visual Arts di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

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For over a month I traveled through Sardinia, exploring its towns and villages to learn more about one of the oldest traditions on the island and in the Mediterranean basin: textiles. I visited over twenty artisan textile workshops, meeting with stylists, craftspeople, dyers, friends, and friends of friends. These visits were invaluable to gain a deeper grasp of the subject I am investigating: warp and weft, which I see as a metaphor for life itself. Over the course of my trip, about a hundred textiles were donated to me. Upon my return, the ferry brought me to Genoa: a port city, the beginning or end of the voyage for anyone coming to or from Sardinia. And in Genoa I discovered the existence of a great textile tradition: Genoese brocade, Zoagli velvet, the indigo dye that along with Genoese denim made blue jeans a legend around the world. Back in the studio, I sewed together these fabrics and their stories, creating a monumental tapestry that is dedicated not just to the people I met, but to the Island as a whole.
The story that follows is my personal travel diary […]; it is meant to give a face and a past to each fabric I collected or that was given to me. Without this story, the works in the exhibition would be incomplete, and the pieces from which they are composed would have no voice. (E.F.)

This book accompanies the artist’s double solo show at MAN (Nuoro) and Villa Croce (Genoa), which took place in 2016 and curated by Chiara Vecchiarelli, author of one of the texts included in the publication together with those by Ilaria Bonacossa, Lorenzo Giusti, Antonio Marras, and Ettore Favini.

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Ettore Favini was born in Cremona, Italy 
in 1974. His works map the relationship between people and their environment and tend to be site-specific, developed through a growth process that renders them living organisms, never truly finished: open-ended devices of vision in which the work partakes in life and 
the viewer becomes an active participant. Awarded the Artegiovane prize from the Milan and Turin Chambers of Commerce (2005) and the prestigious Premio New York from Columbia University (2007), Favini has been shortlisted for the Castello di Rivoli prize (2009), and shared the 48th Premio Suzzara (2013) with Antonio Rovaldi. He has shown his work, among others, at the Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genoa; MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro; Italian Academy of Columbia University, New York; ISCP, New York; Ocat, Shanghai; SongEun Art Space, Seoul; Centre for Contemporary Art Futura, Prague; Manifesta 9 Parallel Events, Genk; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin; Villa Panza, Varese; GAM, Galleria d’Arte Moderna, Milan; PAC, Milan; MAGA, Gallarate; Santa Maria Maggiore, Bergamo; CCC Strozzina, Florence; Villa Medici, Accademia di Francia, Rome; Fondazione Pastificio Cerere, Rome; American Academy, Rome; Fondazione Olivetti, Rome; Museo Riso, Palermo. He is currently on the Visual Arts faculty of NABA – Nuova Accademia di Belli Arti in Milan.