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Contributions /

Gianfranco Baruchello, Michele Mari
Sogni / Dreams

Testo /Text: Michele Mari
Disegni / Drawings: Gianfranco Baruchello
154 pages, color
20×24 cm
Graphic Design: Teresa Piardi, Maxwell Studio
Paperback
€ 30.00
Ed. Italiana ISBN 978-88-99385-18-7
Ed. Inglese ISBN 978-88-99385-23-1

È un incontro felice, quasi spontaneo, quello tra un grande artista, Gianfranco Baruchello, e uno dei nostri scrittori più importanti, Michele Mari. L’incontro avviene sul terreno della trascrizione dei sogni e ognuno prende a prestito la lingua dell’altro: così Baruchello correda i suoi sogni con brevi scritte, didascalie, mentre Mari, descrivendo i suoi sogni, sente la necessità di aggiungere qualche elementare disegno. Qual è la materia dei sogni?

L’artista romano usa colori lievi o il segno della matita per fissare sulla carta uomini, macchine immaginarie, paesaggi, labirinti, ricorrenze erotiche e ossessioni nelle forme (minareti, lumache). Molti sogni sono quasi delle sceneggiature per sequenze di analogie: sta a chi guarda però inventarsi una storia. Lo scrittore milanese tiene invece un diario dei propri sogni in cui si interroga sulla natura dei simboli, esplora il rapporto col padre, descrive ambienti onirici. Sembra che ci sia una progressione narrativa nel diario, anche se l’argomento – il suo rapporto con l’inconscio – non si presta a nessuna vera conclusione. Michele Mari per scrivere il suo testo è partito da un corpus di disegni che Gianfranco Baruchello ha accumulato tra gli anni Settanta e gli anni Novanta. I due hanno lavorato insieme per selezionare una scelta dei sogni che si trovano nel volume, prassi che costituisce un assoluto inedito nella produzione dell’artista romano, nonché un esperimento di incontro artistico di esito altissimo.

Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924). Artista e pittore italiano di fama internazionale, grande sperimentatore di tecniche e linguaggi, dalla metà degli anni cinquanta l’artista ha esplorato pittura, installazione, assemblaggio, film, fotografia, disegno, scrittura e sonoro, espandendo la ricerca visiva ben oltre gli ambiti linguistici tradizionali e introducendo nel linguaggio dell’arte le pratiche dell’agricoltura, dell’antropologia e dell’economia come forme di analisi critica della società dei consumi.

Michele Mari (Milano, 1955). Tra i suoi libri, Di bestia in bestia (Longanesi, 1989); Io venìa pien d’angoscia a rimirarti (Longanesi, 1990 e Marsilio, 1998); Euridice aveva un cane (Bompiani, 1993 ed «Einaudi Tascabili», 2004); Filologia dell’anfibio (Bompiani, 1995); Tu, sanguinosa infanzia (Mondadori, 1997); Rondini sul filo (Mondadori, 1999); Tutto il ferro della torre Eiffel (Einaudi, 2002); I demoni e la pasta sfoglia (2004), Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi, 2007), Verderame (Einaudi, 2007), Milano fantasma (2008, in collaborazione con Velasco Vitali), Rosso Floyd (Einaudi, 2010), Fantasmagonia (Einaudi, 2012), Roderick Duddle (Einaudi, 2014). Ha tradotto L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson e Ritorno all’isola del tesoro di Andrew Motion. Tra i premi vinti il Selezione Campiello e il Bagutta.


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It is a felicitous encounter, almost a spontaneous one, that between a great artist, the ‘Grande Vecchio’ Gianfranco Baruchello, and one of our leading writers, Michele Mari. This encounter takes place in the arena of the transcription of dreams, and each of them draws on the language of the other: Baruchello completes his dreams with short notes, while Mari, as he describes his dreams, feels the need to add a few elementary sketches. The book that comes out of this all seeks to address the question: just what are dreams made of?

The Roman artist uses pale colours or a pencil stroke to capture men, imaginary machines, landscapes, labyrinths, recurring erotic images and formal obsessions (minarets, snails) on paper. Many dreams are almost screenplays through sequences of analogies, but it’s up to the onlooker to put together the story behind them. Instead, the Milanese writer keeps a diary of his dreams in which he ponders the very nature of symbols, exploring his strained relationship with his father (Enzo Mari), while describing his oneiric worlds. There appears to be a narrative progression in the diary, although the topic – his relationship with the subconscious mind – does not come to any real conclusion. In order to write his text, Michele Mari started out from a corpus of drawings that Gianfranco Baruchello put together between the 1970s and the 1990s. The two worked together to make a selection of the dreams to be found in the volume: a practice which constitutes an absolute novelty in the production of the Roman artist, as well as being an experimental artistic encounter with a highly refined outcome.

Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924). An Italian artist and painter of international fame. As a great experimenter of techniques and languages, since the mid-1950s the artist has explored painting, installation, assemblage, film, photography, drawing, writing and sound works, broadening his visual research well beyond the traditional environments of the medium and the language of art, only to enter the practices of agriculture, anthropology and economics to create forms of critical analysis of consumer society.

Michele Mari (Milan, 1955). His books include, Di bestia in bestia (Longanesi, 1989); Io venìa pien d’angoscia a rimirarti (Longanesi, 1990 and Marsilio, 1998); Euridice aveva un cane (Bompiani, 1993 and ‘Einaudi Tascabili’, 2004); Filologia dell’anfibio (Bompiani, 1995); Tu, sanguinosa infanzia (Mondadori, 1997); Rondini sul filo (Mondadori, 1999); Tutto il ferro della torre Eiffel (Einaudi, 2002); I demoni e la pasta sfoglia (2004), Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi, 2007), Verderame (Einaudi, 2007), Milano fantasma (2008, in collaboration with Velasco Vitali), Rosso Floyd (Einaudi, 2010), Fantasmagonia (Einaudi, 2012), Roderick Duddle (Einaudi, 2014). He has translated Treasure Island by Robert Louis Stevenson and Return to Treasure Island by Andrew Motion. The prizes he has been awarded include the Selezione Campiello and the Bagutta.


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