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Susan Philipsz
Follow Me

Graphic design: b-r-u-n-o.it
Texts: Ilaria Bonacossa, Luca Cerizza, Chus Martínez, Paola Nicolin
Translations Bennett Bazalgette-Staples
Photographs: Giovanna Silva
13,6×19,6 cm | 144 pages, color | Hardcover, silkscreen
English | € 25.00
ISBN 978-88-99385-02-6

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Follow Me is a book created for the exhibition by Susan Philipsz in the city of Genoa. Designed on the basis of a contemporary Baedeker, this book offers an original itinerary in the city, read through the work of the Scottish artist, invited by the Museum of Villa Croce in conceiving an exhibition inside the historic center of the city. The book is thus a city-guide that links different places and times, and that also moves from the habit of moving, investigated as a typical phenomenon of the Grand Tour – and that is the origin of the term “tourism”.

Susan Philipsz (Glasgow, 1965) won the prestigious Turner Prize in 2010 and has presented her installations in 2007 at Skulptur Projekte, Muenster, in 2012 at documenta13, Kassel and in 2015 at the Istanbul Biennial. Susan Philipsz has gained widespread recognition in the international artworld for the sharp execution of her works, unique in their genre, based on the rigorous analysis of the history, memory, and traditions of a specific place that she transposes into immaterial architectures creating an introspective environment for the “viewer”. The universal narrative of loss, hope, and homecoming is conveyed through the reproduction of tunes and melodies that, blending with the genius loci, generate a subjective storytelling.

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Follow Me è un libro realizzato in occasione della mostra personale di Susan Philipsz nella città di Genova. Concepito sulla scorta di un Baedeker contemporaneo, il volume presenta un inedito itinerario della città di Genova, letta attraverso il lavori dell’artista scozzese, invitata dal Museo di Villa Croce a concepire una mostra personale all’interno del centro storico della città. Il libro è una guida della città che lega luoghi e tempi diversi e che muove anche dall’abitudine a spostarsi, indagato come fenomeno tipico del Grand Tour – e che è all’origine del termine stesso “turismo”.

Susan Philipsz (Glasgow, 1965), vincitrice nel 2010 del prestigioso Turner Prize, ha partecipato nel 2007 allo Skulptur Projekte Muenster, nel 2012 a documenta13, Kassel e nel 2015 alla Biennale di Istanbul. L’artista si è distinta nel panorama internazionale per la precisione con la quale ha concepito ogni singola opera, unica nel suo genere e preceduta da un’accurata analisi della storia del luogo, della sua memoria e delle sue tradizioni tradotte in architetture immateriali, che avvolgono lo “spettatore” in un ambiente introspettivo. Una narrativa universale, elaborata attraverso la riproduzione di melodie che alludono al tema della perdita, del ritorno e della speranza si salda così al genius loci, costruendo uno story-telling individuale.