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I always thought Africa is a misunderstood continent. Rarely have I had a conversation about Africa which was simply about its joyful elements, such as its astonishing natural landscapes, or the beauty of its many local cultures.

Camera a Sud

Camera a Sud è un lavoro fotografico realizzato in Puglia nell’agosto del 2015, oggetto di una residenza d’artista per il Bitume Photofest.

This trip had waited twenty-seven years and a month: the occasion arrived unexpectedly, with a certain degree of uneasiness and the right space for refinement.

State Route 34, Lake Maggiore. It’s a beautiful day, finally. “Nothing to Declare” hangs from my rear-view mirror. Customs. Shift to second gear. The border guard looks me over quickly. “Ok”. I lift my hand a fraction off the wheel. I don’t say “Thankyou”. A nod is enough. Switzerland, Ticino. Second, third, fourth.

We live in a classic 1970’s Albanian Socialist apartment, in a neighbourhood located between Rruga Kavajë and the new Student Campus, in the west part of Tirana. From our window, we read a blue scrawl of graffiti – Tirona – a colloquial spelling of the city’s name that declares its writer as a local.

Polayiti

Port au Prince è una città in guerra.
Una guerra invisibile.
Senza nemici, senza fronti, solo carri armati, militari, fucili e strade che sembrano trincee.
La luce del crepuscolo è polvere che si alza nei fari delle macchine.

God in green

Neon is everywhere. Outside the door of the mosque in its centre, Allah’s name is lit up in acid green, and in the jewellery section the lights beat red tints onto gold.

A rush and a push

Leggere Beirut come il risultato di un processo lineare e univoco di stratificazione spazio-temporale è fuorviante, oltre che impossibile: ogni fase della sua storia è controversa per natura, rimossa o celebrata a seconda dei casi.

Two places (Iran and Sicily) so distant and yet similar. One question: where do we come from? Nowadays, it is very difficult for young Italians, because of the economic (and therefore, cultural) crisis, to search for one’s roots and identity.

Sono in Australia da quattro mesi e dopo Sydney e Melbourne ora cerco il Red Centre, il cuore rosso del continente. Tra le pagine di quella rivista incontro lo sguardo di una donna che assomiglia a mia madre: è Emily Caroline Creaghe, esploratrice di fine Ottocento.

Seafarers

Per secoli il mare è stata la via più utilizzata per percorrere lunghe distanze, commerciare, emigrare, scoprire nuove terre. Le gesta dei marinai lungo i secoli hanno favorito la concezione di leggende, miti e racconti. Oggi il termine tecnico più usato per definire i lavoratori imbarcati sulle navi mercantili è seafarers, viandanti del mare.

Non sono mai stato a Honolulu, ma ho sempre sognato di visitarla; l’unico modo che avevo ai tempi di soddisfare la mia curiosità riguardo alle Hawaii era quindi quello di procurarmi il maggior numero di diapositive originali, per trovare qualcosa di inaspettato e che fosse identificabile come realtà.

Sono atterrata. Ho respirato. Ho guardato, ho assaggiato, ho seguito i gesti, senza capire le parole. Ho ascoltato per diciassette giorni di viaggio il caos delle città rimaste e diventate altro; le genti di Marco Polo che sono diventate altro.

Ouessant, Enez Euza in lingua bretone, è storicamente isola di grandi battaglie, di naufragi e tempeste. In queste acque si sono scontrate navi francesi e vascelli britannici a tre riprese, nel 1778, nel 1781 e nel 1794. È isola di naufragi, ieri come oggi.

With every book I open, I travel closer to or farther from myself, within the past or towards the future. But one book in particular actually changed my perception of the present and, thus, started an Odyssey. It was a collection of drawings, notes, thoughts – all put together more than one hundred years ago by the architect Le Corbusier, under the title Journey to the East.

Sono stato attratto dal terzo paese al mondo – e primo in Europa – per tasso di omicidi. Ma quando sono stato la prima volta in Lituania non lo sapevo. Ho avuto solo la sensazione dall’alto, atterrando alla periferia di Vilnius, che ogni casa avesse sottratto esattamente il suo spazio al bosco, separando la vita delle persone dalla foresta.


La Skid Row di Los Angeles è probabilmente la più nota tra le Skid Row nordamericane. Una volta entrato lì, non avevo nessuna intenzione di chiedere a qualcuno di parlarmi della sua storia né tantomeno di fotografarlo.


Santa Maria è un’isola dell’arcipelago delle Azzorre con una superficie di 97 km² e una popolazione di 6.500 abitanti.
Fu un importante aeroporto militare e civile durante la guerra fredda e fece da scalo al Concorde.


La contea di Humboldt deve il suo nome al grande naturalista ed esploratore tedesco Alexander von Humboldt. Gigante dei suoi tempi, durante i quali era celebre quanto Darwin, l’esploratore tedesco coniò l’espressione “monumento della natura”.


A Palermo siamo nati e cresciuti. A Palermo non viviamo più da anni. Di Palermo conosciamo le forme attraverso cui si rappresenta a se stessa e a chi non è del posto. Vale a dire le due percezioni prevalenti della città: l’estasi davanti alla bellezza e l’indignazione al cospetto della fatiscenza.


Don Bosco, durante un sogno profetico, ci aveva visto miniere e una terra promessa fluente latte e miele. Il presidente Juscelino Kubitschek invece ci ha costruito Brasilia, la capitale, in quarantuno mesi, seguendo una visione del mondo progressista e capital socialista.


La chiave si incastrava sempre nel lucchetto quando era troppo umido. Pioveva di nuovo. Con gli strascichi della stagione delle piogge il tempo scorreva più noioso che in qualsiasi altro periodo dell’anno. Ye Naing sbuffava nel buio della capannina di bambù per aprire quel dannato lucchetto arrugginito e far entrare un po’ di luce.


E’ passato ormai più di mezzo secolo da quando Claude Lévi-Strauss, nel 1955, premetteva a uno dei capolavori della letteratura antropologica, Tristi Tropici, trenta pagine straordinarie dal titolo, Fine dei viaggi, destinato a divenire una formula-tipo per non dire uno slogan: «Viaggi, scrigni magici pieni di promesse fantastiche, non offrirete più intatti i vostri tesori».


Nel 2011 Dilma Rousseff ha lanciato la sua prima grande iniziativa come presidente, Brasil sem miseria (Brasile senza miseria), un vasto programma di lotta alla povertà. Il piano della Rousseff è finalizzato al raggiungimento di un nuovo livello di benessere collettivo, attraverso la creazione e la distribuzione di ricchezza economica.


La situazione sfiora il caso umanitario, o umano. Verdon Roland Charles, noto come Goran, in viaggio da trent’anni lungo le vie della seta con un caravanserraglio, o ciò che ne rimane, è in pericolo. Francese di origini, quasi turco, Roland/Goran è un cammelliere, un viaggiatore obsoleto, un visionario politico.

The Village


Una città di 30.000 abitanti con un’età media di 37 anni, il più alto tasso di natalità in Francia e un tasso di mortalità pari appena al 2%. Un luogo ispirato a modelli architettonici precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, dove la pubblicità è vietata e ogni abitazione è protetta da allarmi o collegata a un sistema di videosorveglianza.


Ho scritto questo testo dopo aver trascorso un mese a New York. Non essendo la prima volta avevo già esaurito le tappe obbligatorie. Mi interessava ora provare ad osservare quello che a prima vista non è visibile. Se da un lato la griglia di New York è il principio assoluto che genera la città, dall’altro la visione di Robert Moses è ciò che la trasforma in una regione metropolitana.


All’inizio si trattava di studiare la valle del Nilo, poi, volta per volta, ci siamo convinti che era possibile descrivere tutto l’Egitto, un po’ come avevano fatto gli scienziati francesi portati da Napoleone nel 1798.


L’Egitto può essere diviso in cinque parti: la valle, il delta, Cairo, la costa e il deserto. Cinque ecologie che sembrano cinque favolette morali, semplicissime e crudeli, a tratti bellissime, che anticipano l’emergenza ambientale cui sembra andare incontro questo pianeta sovraffollato.


Deben Bhattacharya è un giovane indiano di famiglia colta. Nel 1949, a ventott’anni, parte per l’Inghilterra. Dopo un po’ comincia a lavorare per la BBC; intanto si paga da vivere come facchino. Nel ’53 torna in India.


I confini possono funzionare come spugne, tubi o imbuti. Possono permettere scambi porosi o flussi disciplinati di persone e merci. Possono bloccare movimenti e determinare l’entità e la qualità dell’accesso ad un luogo.


Quando sono partita per il sud della Tunisia disponevo di poche, sommarie, informazioni su quello che stava accadendo nel luogo dove si è innescata la catena di rivoluzioni che ha scosso alle radici l’intero mondo arabo.


Chiacchiero con Atli Ingólfsson nel suo appartamento di Reykjavik, dove vive con la moglie e i tre figli. Il più piccolo, tre anni, seguirà in braccio al padre, incredibilmente composto e silenzioso, quasi tutta la conversazione. Nato a Njardvik nel 1962, Atli si è diplomato in chitarra classica ma si è specializzato molto presto in composizione, disciplina che adesso insegna all’accademia.


Il lavoro di Cristiano Bendinelli è stato realizzato nel 2012 tra Azaz, piccola cittadina al confine con la Turchia e Aleppo, la città più popolosa della Siria, snodo cruciale della rivoluzione tuttora in corso.