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Contributions /

Gabriele Basilico
Glasgow 1969

Testi: Umberto Fiori, Pippo Ciorra, Giovanna Calvenzi
Fotografie: Gabriele Basilico
Design: Teresa Piardi, Maxwell studio
72 pagine + booklet in aletta | b/n | 17 x 21 cm
Paperback | Italiano, inglese
ISBN 978-88-99385-30-9
€ 18,00

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È un tardo pomeriggio dell’estate 1969. Siamo nella periferia di Glasgow e Gabriele Basilico imbraccia una Nikon F scattando un solo rullino. È in uno stato di grazia, ma nessuno può ancora sapere che quel rullino costituisce l’atto di nascita di Basilico come fotografo. Lo colpiscono i ragazzini scozzesi, i terrains vagues, l’archeologia industriale ottocentesca. Allora era soltanto uno studente di architettura interessato alle new town inglesi del dopoguerra, alla fotografia sociale di Bill Brandt, ma non aveva ancora manifestato una vocazione per la fotografia. Il volume, dopo Iran 1970 e Marocco 1971, completa la trilogia “Basilico prima di Basilico” ed è accompagnato dai testi di Umberto Fiori, Pippo Ciorra e dalla testimonianza di Giovanna Calvenzi.

Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013) è considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea. Dopo la laurea in architettura nel 1973, si dedica con continuità alla fotografia. Le trasformazioni del paesaggio contemporaneo, la forma e l’identità delle città e delle metropoli, sono stati gli ambiti di ricerca privilegiati di Gabriele Basilico. Milano ritratti di fabbriche (1978-80), è stato il suo primo lavoro ad avere come soggetto la periferia industriale. Ha partecipato nel 1984-85 alla Mission Photographique de la DATAR, il mandato governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con lo scopo di rappresentare la trasformazione del paesaggio francese. Nel 1991 ha preso parte alla missione su Beirut, città devastata dalla guerra civile durata 15 anni. Basilico è stato insignito di numerosi premi e le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali. Nell’arco della sua carriera ha pubblicato oltre sessanta libri personali.

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It’s late afternoon in the summer of 1969. We are in the outskirts of Glasgow and Gabriele Basilico is holding a Nikon F, shooting a single roll of film. He is in a state of grace, although nobody might then have known that this roll was to mark Basilico’s baptism as a photographer. He is struck by the Scottish kids, the terrains vagues, the 19th-century industrial archaeology. At the time he was just an architecture student interested in the British post-war new towns, in the social photography of Bill Brandt, but he had not yet shown a vocation for photography of his own. The volume, after Iran 1970 and Marocco 1971, completes the “Basilico before Basilico” trilogy and is accompanied by the texts of Umberto Fiori and Pippo Ciorra, and a testimony from Giovanna Calvenzi.

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Gabriele Basilico (Milan, 1944-2013) is considered one of the masters of contemporary photography. After graduating in architecture in 1973, he devoted his life to photography. The transformations of the contemporary landscape, the form and identity of the city and the metropolis all served as Gabriele Basilico’s
privileged fields of research. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80) was the first of his works to focus on outlying industrial areas. In 1984-85 he took part in the Mission Photographique de la DATAR, the project set up by the French government and entrusted to a group of international photographers with the aim of representing the transformation of the national countryside. In 1991 he took part in a mission to Beirut, a city devastated by fifteen years of civil war. Basilico was awarded numerous prizes, and his works are to be found in prestigious public and private collections, both in Italy and around the world. During his career, he published over sixty books of his own works.