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Gabriele Basilico
Marocco 1971

Testi: Michele Smargiassi, Bernard Millet, Giovanna Calvenzi
Design: Teresa Piardi, Maxwell studio
72 pagine + booklet in aletta | 17 x 21 cm
Softcover | Italiano, inglese
ISBN 978-88-99385-17-0
€ 18,00

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Gabriele Basilico attraversa il Marocco in compagnia di Giovanna Calvenzi e di qualche amico. È l’estate del 1971 e si respira la libertà di movimento di quell’epoca e la tendenza del giovane fotografo a non lasciarsi condurre dal caso. Dopo diecimila chilometri di viaggio restano quindici rullini. Le immagini oscillano tra il reportage di impatto sociale, i profili architettonici delle città imperiali e i volti che raccontano la vita delle persone. Marocco 1971 è una tappa decisiva dell’apprendistato di Gabriele Basilico. Il volume contiene un saggio di Michele Smargiassi che si sofferma su Basilico come “grande esploratore dei generi fotografici”, un breve saggio di Bernard Millet e una testimonianza di Giovanna Calvenzi che ricostruisce il clima e gli scopi di quell’avventura.

Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013) è considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea. Dopo la laurea in architettura nel 1973, si dedica con continuità alla fotografia. Le trasformazioni del paesaggio contemporaneo, la forma e l’identità delle città e delle metropoli, sono stati gli ambiti di ricerca privilegiati di Gabriele Basilico. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80), è stato il suo primo lavoro ad avere come soggetto la periferia industriale. Ha partecipato nel 1984-85 alla Mission Photographique de la DATAR, il mandato governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con lo scopo di rappresentare la trasformazione del paesaggio francese. Nel 1991 ha preso parte alla missione su Beirut, città devastata dalla guerra civile durata 15 anni. Basilico è stato insignito di numerosi premi e le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali. Nell’arco della sua carriera ha pubblicato oltre sessanta libri personali.

Della stessa collana: Gabriele Basilico IRAN 1970

Gabriele Basilico crossed Morocco with Giovanna Calvenzi and a few friends. It was the summer of 1971, a time characterised by a sense of freedom of movement which marked the young photographer’s inclination no longer to be led by pure chance. After a journey of ten thousand kilometres, he ended up with fifteen rolls of film. The images oscillate between reportage with a social impact, architectural studies of the imperial cities and beautiful faces recounting people’s lives. Marocco 1971 is thus a decisive stage in Basilico’s apprenticeship. The volume contains an essay by Michele Smargiassi, focusing on Basilico as a “great explorer of photographic genres,” a brief article by Bernard Millet, and a testimony by Giovanna Calvenzi which retraces the spirit of the era and the aims underpinning that adventure.

Gabriele Basilico (Milan, 1944-2013) is considered one of the masters of contemporary photography. After graduating in architecture in 1973, he devoted his life to photography. The transformations of the contemporary landscape, the form and identity of the city and the metropolis all served as Gabriele Basilico’s privileged fields of research. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80) was the first of his works to focus on outlying industrial areas. In 1984-85 he took part in the Mission Photographique de la DATAR, the project set up by the French government and entrusted to a group of international photographers with the aim of representing the transformation of the national countryside. In 1991 he took part in a mission to Beirut, a city devastated by fifteen years of civil war. Basilico was awarded numerous prizes, and his works are to be found in prestigious public and private collections, both in Italy and around the world. During his career, he published over sixty books of his own works.