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Gabriele Basilico
Iran 1970

Testi: Luca Doninelli, Gabriele Basilico, Giovanna Calvenzi
Design: Teresa Piardi, Maxwell studio
80 pagine + booklet in aletta | 17 x 21 cm
Softcover | Italiano, inglese
€ 18.00 | Aprile 2015
ISBN 978-88-908418-7-3

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Nell’estate 1970 Gabriele Basilico parte da Milano con una Fiat 124, ipotetica destinazione Kabul. È il viaggio iniziatico della generazione dei figli dei fiori, la strada verso l’India, e Basilico ha intenzione di realizzare una serie di foto da vendere a qualche rivista. Il progetto non giungerà a compimento, ma nell’archivio personale quegli scatti furono accuratamente custoditi e il fotografo milanese pensò qualche volta di farci un libro. Come scrive Luca Doninelli nell’introduzione è un “Basilico prima di Basilico”, il reportage tra Jugoslavia, Turchia e Iran – che sarà la meta del viaggio – nel quale si colgono i segni della nascita di una vocazione. La postfazione di Giovanna Calvenzi, compagna di Gabriele e testimone di quel viaggio, racconta questa avventura e un’epoca di grande libertà.

Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013) è considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea. Dopo la laurea in architettura nel 1973, si dedica con continuità alla fotografia. Le trasformazioni del paesaggio contemporaneo, la forma e l’identità delle città e delle metropoli, sono stati gli ambiti di ricerca privilegiati di Gabriele Basilico. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80), è stato il suo primo lavoro ad avere come soggetto la periferia industriale. Ha partecipato nel 1984-85 alla Mission Photographique de la DATAR, il mandato governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con lo scopo di rappresentare la trasformazione del paesaggio francese. Nel 1991 ha preso parte alla missione su Beirut, città devastata dalla guerra civile durata 15 anni. Basilico è stato insignito di numerosi premi e le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali. Nell’arco della sua carriera ha pubblicato oltre sessanta libri personali.

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In the summer of 1970, Gabriele Basilico set off from Milan in a Fiat 124, nominally heading for Kabul. The journey towards India was a rite of passage for the flower children generation, and Basilico had plans to take a series of photos to then sell on to some magazine. The journey didn’t quite turn out as planned, but in his personal archive, those shots were carefully stored away, and on more than one occasion, the Milanese photographer thought about turning them into a book. As Luca Doninelli writes in the introduction, this is “Basilico pre-Basilico”, a reportage stretching from Yugoslavia through to Turkey and Iran – which turned out to be the final destination of the trip – in which we may note the inklings of his vocation-to-be. The afterword by Giovanna Calvenzi, Gabriele’s travelling companion on that journey, tells the story of that adventure in an era of unprecedented freedom.

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Gabriele Basilico (Milan, 1944-2013) is considered one of the masters of contemporary photography. After graduating in architecture in 1973, he devoted his life to photography. The transformations of the contemporary landscape, the form and identity of the city and the metropolis all served as Gabriele Basilico’s privileged fields of research. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80) was the first of his works to focus on outlying industrial areas. In 1984-85 he took part in the Mission Photographique de la DATAR, the project set up by the French government and entrusted to a group of international photographers with the aim of representing the transformation of the national countryside. In 1991 he took part in a mission to Beirut, a city devastated by fifteen years of civil war. Basilico was awarded numerous prizes, and his works are to be found in prestigious public and private collections, both in Italy and around the world. During his career, he published over sixty books of his own works.