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Alberto Lattuada, Federico Patellani
Matera 1953

Testi: Matteo Pavesi, Alberto Crespi, Luisa Comencini, Federico Patellani, Alberto Lattuada, Kitti Bolognesi e Giovanna Calvenzi
Fotografie: Federico Patellani
Design: Teresa Piardi, Maxwell studio
120 pagine + booklet in aletta | b/n | 17 x 21 cm
Paperback | Italiano, inglese
ISBN 978-88-99385-33-0
€ 19,00

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Dopo la pubblicazione del Cristo si è fermato a Eboli (1945) di Carlo Levi, Matera, “capitale contadina”, diviene una meta irresistibile per scrittori, fotografi, intellettuali di tutto il mondo, alle prese con un luogo che sembra ancora fuori dalla storia. Non poteva mancare il cinema. I milanesi Alberto Lattuada (regista) e Federico Patellani (fotografo) pensano di ambientarvi La Lupa (1953), film in cui il neorealismo si mescola al melodramma. Il reportage fotografico di Patellani, rimasto per molti anni nel cassetto e qui offerto nella sua completezza, raccoglie i sopralluoghi e le foto di scena di quell’avventura, divenendo un importante documento dei luoghi e delle persone della Matera di sessant’anni fa, oltre che una conferma della spiccata personalità artistica del fotografo milanese.

Federico Patellani (1911 – 1977) è stato un fotografo italiano. Puntuale testimone della realtà italiana grazie a servizi come Italia Magica, ha realizzato molti reportage di guerra, tra cui la serie memorabile d’immagini di Milano bombardata nel 1943 e gli scatti russi sul fronte orientale. Dal 1939 comincia quella che sarà una lunga collaborazione con “Tempo”, il settimanale di Alberto Mondadori, creando i ‘fototesti’: ampi servizi fotografici corredati da lunghe didascalie scritte dallo stesso Patellani. Il suo legame con il cinema comincia con la produzione del film Piccolo mondo antico di Mario Soldati, e continua nel 1953 come assistente alla regia di Alberto Lattuada per La Lupa. Dalle antiche università europee agli Stati africani di recente indipendenza, dal Sud America alle isole dei Mari del Sud, Patellani ha fatto più volte il giro del mondo per i suoi servizi di impronta nettamente giornalistica, che concedono pochissimo al folklore, pubblicati su “Epoca”, “La Domenica del Corriere”, “Successo”, “Storia Illustrata”, “Atlante”, “Tempo” e numerose riviste internazionali.

Alberto Lattuada (1914 – 2005) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano; un intellettuale dalla personalità eclettica, appassionato di letteratura, arte e fotografia. Durante la sua lunga carriera ha scoperto molte attrici tra cui Marina Berti, Carla Del Poggio, Jacqueline Sassard, Catherine Spaak, Clio Goldsmith. Dal dopoguerra si dedica interamente al cinema, come aiutoregista di Mario Soldati per Piccolo mondo antico e come sceneggiatore. Tra i suoi film, per lo più tratti da opere letterarie, ci sono Il mulino del Po, tratto dal romanzo di Riccardo Bacchelli, La Lupa, dalla novella di Giovanni Verga, Il cappotto, dal racconto di Gogol, che lo svincola definitivamente dal neorealismo, mentre i suoi kolossal, La tempesta e La steppa, sono tratti dagli autori prediletti, i russi Puskin e Cechov. Nel 1998 Lattuada lascia tutto il suo materiale d’archivio alla Fondazione Cineteca Italiana di Milano, di cui, molti anni prima, ha posto le basi insieme a Luigi Comencini e Mario Ferrari, salvando dal macero tante vecchie pellicole.

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Following the publication of Christ Stopped in Eboli (1945) by Carlo Levi, Matera – the ‘peasant capital’ – became an irresistible destination for writers, photographers and intellectuals from around the world, coming to terms with a place which history seems to have forgotten. Cinema could of course not be excluded. The Milanese Alberto Lattuada (director) and Federico Patellani (photographer) decided to set She-Wolf (1953) there: a film in which Neorealism blends with melodrama. Patellani’s photographic reportage, left in the bottom of a drawer for many years and presented here in its entirety, ranges from the search for locations and the set photos of that adventure, providing key documentation of the places and faces of Matera over sixty years ago, as well as a demonstration of the sharp artistic personality of the Milanese photographer.

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Federico Patellani (1911 – 1977) was an Italian photographer. An eye-witness to Italian life thanks to photo series like Italia Magica, he produced many war reportages, such as the memorable series of images of Milan bombed in 1943 and the shots taken in Russia on the eastern front. In 1939, he began what was to be a long-standing collaboration with ‘Tempo’, the weekly magazine published by Alberto Mondadori, creating his fototesti (‘photo-texts’): major photo shoots featuring long captions written by Patellani himself. His link with cinema began with the production of the film Old-Fashioned World by Mario Soldati, and continued in 1953 as assistant director to Alberto Lattuada on She-Wolf. From the ancient European universities to the recently independent African states, from South America to the Islands of the Southern Seas, Patellani travelled the world on more than one occasion for his photo shoots with a decidedly journalistic nature, giving away precious little to the realm of folklore, published in ‘Epoca’, ‘La Domenica del Corriere’, ‘Successo’, ‘Storia Illustrata’, ‘Atlante’, ‘Tempo’ as well as numerous international magazines.

Alberto Lattuada (1914 – 2005) was an Italian cinema director, screenplay writer and producer; an intellectual with an eclectic personality, fond of literature, art and photography. Over the course of his long career, he discovered many actresses, including Marina Berti, Carla Del Poggio, Jacqueline Sassard, Catherine Spaak and Clio Goldsmith. After the end of the war, he focused exclusively on cinema, as assistant director for Mario Soldati on ‘Old-Fashioned World’ and as a screenplay writer. Among his films, largely based on works of literature, there are The Mill on the Po, taken from the novel by Riccardo Bacchelli, She-Wolf’ from the short story by Giovanni Verga, The Overcoat from the story by Gogol, which definitively marks his shift away from Neorealism, while his blockbusters, such as Tempest and La Steppa, are taken from his favourite authors, the Russians Pushkin and Chekov. In 1998, Lattuada left all his archive material to the Fondazione Cineteca Italiana in Milan, of which many years before he had laid the foundations together with Luigi Comencini and Mario Ferrari, saving a great number of old films from destruction.