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Claudio Giunta / Giovanna Silva
Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda

Contenuti Extra:
Il Grande Romanzo Islandese, un saggio su Gente indipendente di Halldór Laxness
Un incontro in Islanda, W.H. Auden e Jean Young. Letters from Island
Roman Signer, Barbara Casavecchia. Quando vado in Islanda viaggio. È stancante. Una conversazione
Itinerari e informazioni pratiche

Baciati dalla fortuna (niente neve, poca pioggia) e sfruttando la luce delle lunghissime giornate di maggio, Claudio Giunta ha preso appunti, Giovanna Silva ha scattato le foto, e insieme hanno fatto il giro dell’Islanda, da Reykjavík a Reykjavík, con varie deviazioni fuori dal percorso della Route 1, su strade piuttosto accidentate, per vedere posti che ‘sentivano’ (a ragione) di dover vedere.

Alla fine, sulla carta è rimasto: (1) un certo numero di immagini, più che altro immagini di una solitudine che può apparire sinistra ma che è invece, a starci dentro, addirittura euforizzante: non solo lava, cascate e ghiacciai ma anche centrali elettriche perse in mezzo al niente, cimiteri di campagna, una base della NATO che ha chiuso i battenti e si sta trasformando in un pezzo del paesaggio; (2) la traccia dei colloqui con un numero sorprendentemente alto di persone interessanti (nella geografia umana esiste un indice della ‘densità di persone interessanti’? Se esiste, l’Islanda sta in cima alla classifica); (3) un tentativo – anzi più tentativi – di risposta alla domanda: perché mai uno, venuto al mondo venti paralleli più a sud, dovrebbe amare (amare) l’Islanda?

Claudio Giunta insegna Letteratura italiana all’Università di Trento. I suoi ultimi libri sono: un reportage che parla di Italia, Giappone e altre cose (Il paese più stupido del mondo, Il Mulino 2010); un saggio sul mercato dell’arte e la retorica connessa (Come si diventa ‘Michelangelo’, Donzelli 2011); un commento alle Rime di Dante (Meridiani Mondadori 2011); una raccolta di saggi sull’Italia (Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo, Il Mulino 2013). Collabora regolarmente al supplemento culturale de «Il Sole 24 ore» e a «Internazionale» online. Il suo sito è www.claudiogiunta.it.

Giovanna Silva vive e lavora a Milano. Come fotografa ha esposto alla Biennale del 2006 con il suo lavoro sulla città di Bogotà, Colombia. La sua prima pubblicazione è Desertions, (a+m bookstore) cronaca del suo viaggio americano con il designer Enzo Mari. Dal 2005 al 2007 ha collaborato con la rivista «Domus» mentre dal settembre 2007 al settembre 2011 è stata photoeditor della rivista «Abitare». Ha fotografato Renzo Piano e Zaha Hadid per i numeri speciali di «Abitare» Being Renzo Piano e Being Zaha Hadid. Nell’ottobre 2011 ha pubblicato Orantes, Quodlibet; nel luglio 2012 Narratives/Relazioni: Baghdad, Green Zone, Red Zone, Babylon, Mousse Publishing e nell’ottobre 2013 Narratives/Relazioni: Libya: Inch by Inch, House by House, Alley by Alley, Mousse Publishing.

 

Blessed by fortune (no snow, little rain) and taking advantage of the light of the very long days of May, Claudio Giunta took notes while Giovanna Silva snapped pictures to together produce the literary equivalent of a synch-sound tour of Iceland, off the beaten track. They ranged freely off Route 1 and along some rather rough roads, drawn only by their curiosity and intuition. In the process, they composed a document which presents an alternative view of a country currently topping the lists of international must-see itineraries.

The photos limn a solitude that at first glance can seem threatening but that, once explored, resolves into nothing short of exhilarating: the natural spectacle of lava, waterfalls and glaciers, along with power plants in the middle of nowhere, rural graveyards, and a NATO base that has been closed and is being gradually recovered by the landscape. At the same time, conversations with a surprisingly large number of interesting people (if human geography contains a metric for ‘density of interesting people’, then Iceland tops the charts) enrich the pictures. The end product, a choreography of word and image, attempt to answer the question implicit in the title of the book: Why should someone born twenty parallels to the south fall in love with Iceland?

Claudio Giunta teaches Italian Literature at Trento University. His last books are: a reportage about Italy, Japan and other things (Il paese più stupido del mondo, Il Mulino 2010); an essay on the business of art and the rethoric related to it (Come si diventa ‘Michelangelo’, Donzelli 2011); a commentary to Dante’s Le Rime (Meridiani Mondadori 2011); a collection of essays on Italy (Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo, Il Mulino 2013). He contributes to the cultural supplement of «Il Sole 24 ore» and to «Internazionale» online. His website is www.claudiogiunta.it.

Giovanna Silva lives and works in Milano. She displayed her photographs at the 10th International Architecture Exhibition with her work on the city of Bogotà, Colombia. Her first publication is Desertions (a+m bookstore), chronicle of her American journey with the designer Enzo Mari. From 2005 to 2007 she contributed to the journal «Domus», and from September 2007 until Septmber 2011 she was photo editor of the journal «Abitare». She photographed Renzo Piano and Zaha Hadid for the special issues of «Abitare» Being Renzo Piano and Being Zaha Hadid. In October 2011 she published Orantes, Quodlibet; in July 2012 Narratives/Relazioni: Baghdad, Green Zone, Red Zone, Babylon, Mousse Publishing and in October 2013 Narratives/Relazioni: Libya: Inch by Inch, House by House, Alley by Alley, Mousse Publishing.