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“La costa dell’Islanda appare al finestrino una mezz’ora prima dell’atterraggio, l’aereo la segue per un tratto da est a ovest – perché l’Islanda è sì a nord ma è soprattutto a ovest, la Groenlandia è lì a un passo, il Canada non è lontano – e per una ventina di minuti quello che si vede è solo terra scura, montagne coperte di ghiaccio e il pennacchio di qualche geyser, che potrebbero anche essere soltanto nuvole basse. Le case cominciano più tardi. Ciò che si vede è ciò che si vedeva diecimila anni fa, ed è anche un annuncio di quella che, uscendo da Reykjavík, è la parte più memorabile di ogni esperienza islandese: ci si trova spesso da soli.”

(Segui il percorso su Google Maps)

“The coast of Iceland appears from your window half an hour before landing. The airplane follows it for a while, from east to west – because Iceland is to the north, of course, but it is above all to the west, Greenland is close at hand, Canada is not so far away – and for about twenty minutes you see only dark land, mountains covered with ice, the plumes of geysers, that might just be low clouds. The buildings start later. What you see is what could be seen ten thousand years ago, and it is also an announcement of the most memorable part of an Icelandic experience, once you get out of Reykjavík: you often find yourself alone.”

(Click for Google Maps)